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Incidente mortale su El Capitan. Muoiono due esperti arrampicatori. Il racconto dei testimoni

La mattina del 2 giugno due esperti arrampicatori e veterani della scalata in Yosemite, Tim Klein e Jason Wells, sono morti in seguito ad un incidente mortale sulle pareti di El Capitan, che ha comportato una caduta a terra di circa 300 metri. I due arrampicatori si trovavano sul decimo o undicesimo tiro (difficoltà moderate di 5.7/V+) di Freeblast, una via che costituisce la prima sezione della Salathe e che termina alle Mammoth Terraces a circa un terzo della parete. Il terzo membro della cordata, Kevin Prince, non è stato invece coinvolto nella caduta dal momento che era legato ad una seconda corda. Il trio aveva in programma di completare la salita della Salathe in giornata.

Come vedremo nel racconto dei testimoni, i tre si stavano muovendo sulla parete in velocità. Per Tim Klein questa sarebbe stata la 107° salita del Capitan in giornata. “In un tipico weekend” racconta un loro amico a Climbing Magazine, “Jason sarebbe partito da Boulder per Fresno. Tim l’avrebbe incontrato in aeroporto e i due sarebbero proseguiti per la Yosemite Valley. Il sabato avrebbero ad esempio salito il Nose in giornata e fatto lo stesso con un’altra via la domenica, per poi tornare a casa la sera stessa“.

Nel maggio del 2012 Wells e Klein avevano salito il Nose e la Salathe in 22 ore e l’anno prima avevano salito il Nose per due volte, sempre in meno di 22 ore.

La terribile notizia porta il numero di decessi totali in seguito a caduta dalle pareti del Capitan a 25. In anni recenti Tyler Gordon è morto nel 2015 sul Nose a causa di un incidente mentre scendeva in corda doppia. Due anni prima Felix Kiernan era deceduto sulla East Buttress dopo essere stato colpito da un sasso fatto cadere dal suo capocordata. Sempre nel 2013 Mason Robison era caduto dopo che un blocco staccatosi dalla Muir Wall aveva tranciato la sua corda.

Nel maggio di quest’anno l’icona dello Yosemite Hans Florine si era spezzato entrambe le gambe dopo un volo durante una salita in giornata del Nose, mentre nell’ottobre nel 2017 Quin Brett era rimasto paralizzato in seguito ad una caduta di trenta metri, sempre sul Nose.

Riportiamo qui di seguito la traduzione del racconto a Climbing Magazine di uno dei membri della cordata che si trovava in parete sulla stessa via al momento dell’incidente. In un primo momento si era diffusa la notizia che i due fossero stati colpiti da un saccone di materiale fatto cadere da una cordata sopra di loro, il che non sembra verosimile, anche secondo quanto riportato da altri testimoni. Le cause della caduta sono ancora da accertare.


 

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Klein e Wells all’Heart Ledge nel settembre del 2012, quando salirono Salathe + Nose in 22 ore

Il racconto dei testimoni dell’incidente (fonte Climbing Magazine)

Chiama subito il Soccorso!” aveva gridato Jordan Cannon a Jeremy Schoeborn alle 8 di mattina di sabato 2 giugno. I due erano proprio sotto la cordata composta da Jason Wells, Tim Klein e Kevin Prince sul decimo tiro di Freeblast (5.11b o 5.9 A1) ed avevano appena visto Wells e Klein cadere dalla parete.

Alle 5 di mattina di quello stesso giorno  Cannon e Schoeborn avevano attaccato il primo dei dieci tiri di Freeblast. Il loro obiettivo era la salita in 5 giorni di Golden Gate (5.13a). Arrivati al tetto del terzo tiro erano stati raggiunti da Jason Wells, che, salendo, aveva unito i due tiri precedenti in un’unica lunghezza, per altro centellinando molto le protezioni. Cannon aveva offerto a Wells di passare avanti. La cordata di quest’ultimo, composta oltre che da lui da Klein e da Prince, aveva intenzione di salire la Salathe in giornata, in occasione del quarto anniversario della loro prima salita in meno di 24 ore. “Non fa niente, vai pure avanti” aveva risposto Wells “voglio vedere come fai il movimento sul tetto“.

Cannon aveva quindi proseguito, superando il tetto di 5.11b ed i tiri seguenti, mentre Wells continuava la salita con i suoi compagni di cordata nei tiri sottostanti. Arrivati a Triangle Ledge, alla fine del sesto tiro, Wells li aveva superati ed aveva salito il tiro successivo di 5.9 (VI grado UIAA) senza mettere protezioni. Arrivato alla sosta aveva fatto uno short-fixing (lo short fixing è una tecnica di assicurazione relativamente comune in Yosemite e viene utilizzata per ridurre i considerevolmente i tempi di salita. Il primo di cordata parte, assicurato dal compagno, con una corda singola, mettendo le protezioni. Arrivato alla sosta successiva recupera la corda e la fissa con un nodo ai vari ancoraggi della sosta stessa. Dopodiché riparte immediatamente sul tiro successivo in auto-assicurazione con un device tipo Silent Partner. Il secondo di cordata risale rapidamente sulla corda fissa con le maniglie Jumar e toglie le protezioni. Arrivato alla sosta riprende in sicura il compagno. Il processo si ripete e consiste in sostanza nel dividere la cordata in due unità indipendenti che possono arrampicare separatamente e contemporaneamente) sulla corda da 60 metri che scendeva a Klein ed aveva proseguito sulla successiva lunghezza di 5.10, chiamata Half Dollar Pitch.

Klein risaliva sulle Jumar con scarpe da avvicinamento e all’anello porta-materiale dell’imbragatura aveva legato il capo di una seconda corda che fissava alle soste per Prince, il terzo membro della cordata. La squadra procedeva molto spedita sulla parete.

 

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Jason Wells (sinistra) e Tim Klein (destra) durante una salita del Nose nel 2017. Photo Greg Murphy

Cannon aveva aspettato che anche Prince, che arrampicava in libera toprope con il Mini Traxion sulla seconda corda fissa, completasse la salita del tiro numero 7, prima di partire a sua volta subito dietro ai tre. Aveva poi atteso qualche minuto all’inizio dell’Half Dollar Pitch, fino a che Prince non avesse recuperato la seconda corda fissa.

Verso le 8.15, mentre Wells stava ormai arrivando alle Mammoth Terraces, Cannon aveva sentito un rumore sordo e aveva visto Wells cadere per circa 60 metri. L’aveva visto fermarsi brevemente per poi cadere ancora colpendo la parete. Aveva sentito Klein gridare “Fuck!” e poi aveva visto cadere anche lui. La loro corda si era momentaneamente impigliata dietro ad un blocco di roccia e la caduta si era arrestata per un attimo. La roccia aveva però reciso la corda di netto ed i due erano precipitati al suolo per 300 metri. Era stato impossibile vedere se ci fossero protezioni strappate tra i due, dal momento che la corda era stata tagliata poco al di sopra del nodo di Klein.

Cannon aveva gridato al suo secondo di chiamare subito al telefono il Soccorso. Lui e Schoeborn erano saliti fino al termine del tiro, dove avevano incontrato Price appeso a due chiodi, una settantina di metri sotto le Mammoth Terraces. Klein aveva ancorato la seconda corda di Prince, a due chiodi e ad un Camalot del 2 (il fatto che la seconda corda non fosse legata all’anello di servizio dell’imbragatura di Klein ma solo al suo anello porta-materiale ha probabilmente causato la rottura di quest’ultimo, impedendo di arrestare almeno la sua caduta n.d.t.).

Anche Callen Hearne, che stava risalendo sulle fisse verso Hearth Ledges, portando acqua e scarpe per Cannon e Schoeborn, aveva visto i due cadere. Era quindi sceso immediatamente fino ai corpi degli alpinisti morti. Cannon e Schoeborn erano invece saliti fino alle Mammoth Terraces, recuperando Prince, per poi scendere a terra lungo le fisse dell’Heart Lines, incontrare il Soccorso e rilasciare la loro testimonianza.

 

 

Incidente mortale su El Capitan. Il racconto dei testimoni ultima modifica: 2018-06-05T11:54:10+00:00 da Redazione
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