INTERVISTA Jonathan Siegrist – Jumbo Love 9b

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INTERVISTA Jonathan Siegrist – Jumbo Love 9b

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Jonathan Siegrist by Mati

Jonathan Siegriest ha recentemente effettuato la terza ripetizione di Jumbo Love 9b (5.15b). La via, quasi 80m di lunghezza, sale lungo una parete strapiombante a 45° nella falesia del monte Clark, all’interno della Mojave National Preserve. Jumbo Love era stata originariamente chiodata da Randy Leavitt come un itinerario di tre tiri, ma Chris Sharma, per primo, ebbe l’idea di unire le tre lunghezze in un unico tiro monstre effettuando la prima salita in libera nel 2008. Fu necessario attendere fino 2015, pima che Ethan Pringle, dopo quasi otto anni di tentativi, riuscisse a compiere la prima ripetizione.

Jonathan aveva provato la via già nel 2016 ma senza successo. E’ tornato al progetto nell’aprile di quest’anno e dopo circa un mese di sforzi ha chiuso la via alcuni giorni fa. Ecco quello che ci ha raccontato (intervista raccolta da Rock And Ice, traduzione livellozero.net):

* * * * *

 

Quali sono le tue sensazioni dopo il successo?

Sono veramente emozionato. Questa è una via che avevo in mente da moltissimo tempo, anche se, in tutta onestà, non è qualcosa che avrei mai immaginato di poter fare. Ancora mi ricordo di aver visto le copertine delle riviste all’epoca della prima salita da parte di Chris Sharma! Onestamente mi sembra ancora tutto così surreale.

Come è stato il tuo percorso su Jumbo Love?

Ho provato la via per la prima volta nel 2016. Non ricordo esattamente, ma ci ho fatto circa una decina di giorni di tentativi, più o meno. All’epoca iniziai a provarla perché ero molto contento di stare a Las Vegas ed avevo pensato che valesse la pena dargli un’occhiata visto che era una falesia così vicina a casa. Avevo appena salito un paio di vie di 5.15a (9a+) e mi ero detto che era forse venuto il momento di provare qualcosa di più difficile.

Jumbo Love all’epoca era probabilmente troppo dura per me e non ho mai avuto veramente la sensazione di poterla fare. Il mio miglior tentativo del 2016 non era nemmeno lontanamente vicino a una possibile salita in libera. Ero in grado di fare tutti i movimenti e riuscivo a collegare alcune sequenze, ma non molto di più.

In questi due ultimi anni me l’ero anzi un po’ tolta dalla testa. Pensavo che forse era troppo difficile per me, e ho perseguito altri progetti. Quando però mi sono ri-trasferito a Las Vegas quest’inverno mi è venuta ancora la voglia di tornare a provarla, visto che generalmente non è facile trovare vie realmente dure in falesie vicino a casa.

Ho cominciato a pensare sempre più spesso alla possibilità di salirla e ad allenarmi specificatamente per questo progetto. Nel frattempo ho anche salito altre vie tipo Bone Tomahawak ed altre vie bulderose nella zona di Austin, Texas, e pensavo sarebbero state d’aiuto nel processo di preparazione e di allenamento per Jumbo Love. Ho iniziato a provare la via seriamente circa un mese fa.

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Quanti giorni di tentativi hai fatto quest’anno?

Credo che il giorno della libera fosse il dodicesimo quest’anno, per un totale di circa 25 giorni di arrampicata sulla via, contando quelli del 2016.

Come è stata la salita in libera? Tutto tranquillo? Hai fatto qualcosa prima di partire, tipo allacciare le scarpe ben strette?

Ho lavorato la via in maniera diversa da quanto avevano fatto Chris Sharma o Ethan Pringle. Anche Alex Megos è stato qui a provarla qualche settimana fa ed il suo approccio era molto simile a quello di Chris e di Ethan. Tutti e tre cadevano al passaggio chiave superiore, poco distante dal bordo della grotta.

C’è però un passaggio chiave anche più in basso con un monodito ed una specie di lolotte che per me è stato molto più difficile superare, in parte a causa della mia altezza ed in parte perché non mi trovo a mio agio su movimenti relativamente bulderosi tipo quello.

chris sharma jumbo love 9b

Chris Sharma 2008

Al primo tentativo della giornata sono infatti caduto sul passo chiave sotto, come era successo già almeno 20 volte quest’anno. Ho ricontrollato il metodo e fatto un piccolo aggiustamento, poi mi sono calato e ho fatto un lungo riposo. Quando sono partito sono riuscito a superare il primo passaggio chiave e dopo quello sono arrivato direttamente in catena. E’ stata addirittura la prima volta che sono riuscito a fare il crux inferiore quest’anno, e quindi riuscire ad arrivare in catena al primo colpo è stato incredibile.

Dal bordo della grotta sono altri venti metri di arrampicata fino alla fine della via. Meno male che avevo fatto un sopralluogo studiandomeli bene qualche giorno fa (per la prima volta), e sono contento di averlo fatto perché quell’ultimo tratto è un’arrampicata stressante e più difficile di quello che avrei pensato. Sarà al massimo 8a/8a+, ma hai già scalato in strapiombo per sessanta metri e quando arrivi lì anche se fosse solo 6c sarebbe comunque duro. Ci ho messo almeno mezz’ora per salire quell’ultima parte e circa 50 minuti totali sulla via.

Pensi che Jumbo Love sia una via che riflette il tuo stile?

La via non è per niente adatta ad arrampicatori che abbiano la mia altezza. In particolare i due passaggi chiave sono veramente problematici per chi sia più basso di 1,75 m.

Mi sono allenato molto quest’inverno per farla, anche se Jumbo Love non è una via sulla quale ho potuto mettere alla prova le mie qualità intrinseche. Penso di essere forte sopratutto di dita, il che è abbastanza irrilevante su una via come questa. Le prese sono infatti generalmente buone e si tratta per lo più di movimenti molto fisici ed ampi. In più è veramente lunga e bulderosa, non come altre vie di resistenza pura ad Oliana, per esempio.

Hai parlato della via con Chris o Ethan?

Con Chris non ci siamo sentiti ma ho parlato della via con Ethan a lungo. Lui è un caro amico e, già all’epoca, avevo seguito tutti gli sforzi che aveva fatto per liberare la via. E’ stato quindi bello avere qualcuno con cui poter discutere anche dei dettagli più insignificanti.

Jumbo Love si trova in una location particolarmente remota e selvaggia, e quindi la programmazione deve necessariamente comportare qualcosa in più del sapere quali sono le prese o come tenerle. In generale ho provato la via un giorno sì e uno no. L’avvicinamento è talmente lungo e faticoso che le giornate di arrampicata durano 12 o 13 ore, tra andata e ritorno. Mi ha fatto quindi molto piacere poter discutere con Ethan di altri dettagli importanti per la riuscita, come ad esempio cosa portare da mangiare, su quali vie fare il riscaldamento, quanto tempo riposare tra un tentativo e l’altro oppure le ore del giorno più adatte.

Quale è stato l’aspetto più difficile per te? Un movimento in particolare? La sfida mentale del dover affrontare un itinerario così lungo?

Ad essere sincero la parte più interessante di questo progetto è stato il riuscire ad affrontarlo in maniera poco o per nulla stressante. Questo credo sia dovuto in larga parte al mio continuo cercare di relazionarmi con Jumbo Love come se non fosse una via che necessariamente meritassi di salire. Come arrampicatori spesso abbiamo questo atteggiamento, generato dal nostro ego, che ci fa pensare che, in qualche modo, ci stiamo meritando di salire una via piuttosto che un’altra. E’ una cosa tipo: “finora ce l’ho messa tutta e quindi mi merito di salirla”. Ho cercato di impedirmi in tutti i modi di avere questo tipo di sensazione e di focalizzarmi piuttosto sui piccoli progressi incrementali di ogni tentativo. Ho cercato solo di essere molto calmo e paziente.

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Avrebbe tranquillamente potuto andare avanti ancora e ancora e ancora. Penso che sia la via più dura che abbia fatto finora, ed ero fisicamente pronto ad affrontarla. Di sicuro sono riuscito ad avere une mentalità più aperta rispetto a questo progetto di quanto non abbia fatto in passato.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sto cercando di risparmiare un po’ di soldi e quindi non andrò in Europa quest’anno. Ho diversi progetti negli Stati Uniti ai quali voglio dedicarmi a partire dall’autunno. Penso che mi rilasserò un pochino nei prossimi due mesi. Sulla carta sembra quasi che non mi sia dedicato molto a questa via, ma in realtà mi sono preparato per quasi cinque mesi, e quindi questa ripetizione è stata per me il momento culminante di un lungo lavoro di preparazione.

 

INTERVISTA Jonathan Siegrist – Jumbo Love 9b ultima modifica: 2018-05-19T23:12:17+00:00 da Redazione
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