Martedì 19/12. Sono le sette e mezza e a Roma Sud fa un cazzo di freddo. Anche Mila non sembra molto desiderosa di uscire a quest’ora. Gratto la brina dal parabrezza. Due ore e mezza di macchina per andare al Grottone e sperare di trovarci Adam Ondra. Uhm. Ieri sera il tam tam di whatsapp lo da per certo a Gaeta. Era domenica al Grottone, lunedì ha detto che riposa e martedì prova Grandi Gesti. Ma comunque sta in scarico. E’ in vacanza con la fidanzata, prima dell’inizio della stagione. E se poi invece ha cambiato idea e ha scalato il lunedì? Cinque ore tra andata e ritorno a vuoto … bel rodimento sarebbe. Su Instagram niente. Facebook idem. In realtà dovrei anche lavorare. Il cinese già mi sta mandando i primi messaggi della giornata.

Tocca decidere. Metto il cane e l’attrezzatura in macchina e imbocco la Nettunense, direzione sud. Alle dieci e un quarto sono al parcheggio. Nessuno. Vabè, però è presto. Proseguo verso Gaeta alla ricerca di un caffè. Due chiacchere con il gestore del bar, un signore sulla cinquantina dal forte accento napoletano, che traffica instancabile con la Faema. Il bar è una specie di saloon con alle pareti i manifesti di Tex Willer, John Wayne e Wild Wild West. A Gaeta. Non ha mai sentito nominare Adam Ondra, ma si fa spiegare tutto per filo e per segno. Si rivende lo scoop ad una signora biondo platino e  giacchina leopardata appena entrata. Aggiunge anche fotografo venuto da Roma, a mani nude e uomo ragno, così per dare un po’ di colore in più. Mi piacerebbe ripassare stasera ad ascoltare come la storia si evolverà nel corso della giornata.

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Ritorno al parcheggio. Nel frattempo sono arrivate un paio di macchine. Mentre faccio scendere Mila e prendo lo zaino una Citroen C1 posteggia a razzo. Alla guida Adam. Di fianco una ragazzina minuta, molto giovane. Sembra mia figlia. Scendiamo i gradini chiaccherando del più e del meno. Parla un ottimo italiano con i verbi giusti. Lei invece è piuttosto silenziosa. Il Grottone gli piace e ci scala volentieri. Dice che è difficile trovare una grotta di calcare con un soffitto effettivamente scalabile. In genere la roccia diventa meno buona mano a mano che si sale, ma qui l’erosione del mare ha sistemato le cose. Si è preso tre settimane di vacanza prima di iniziare ad allenarsi di nuovo e quindi scialla. Sarà.

Adam comincia a scalare piano e monta i tiri facili. Un tiro facile, poi un altro, poi un altro, poi un altro ancora. I settea li fa come se stesse facendo trekking. Quattro bracciate ed è in catena. Iva sale subito dopo. Per quanto abbia fatto l’ottoci si fa montare le vie da Adam, che, paziente, ci rifà un giro anche da secondo per togliere i rinvii, dopo che lei ha fatto.

Se sei il numero uno al mondo e monti comunque i tiri facili alla tipa allora vuol proprio dire che non c’è redenzione né salvezza. Io avevo creduto che quelli al top avessero una schiera di vassalli, valvassori e valvassini ai quali, gerarchicamente ed in base alla differenza di grado, venivano assegnati compiti specifici tipo portare la corda, fare sicura, montare i tiri prima della botta secca, servire gli aperitivi, fare da controfigura per i selfie eccetera. E invece no. Adam fa tutto. Parla con le persone, spiega, chiede, firma, rilascia interviste, si fa usare o quanto meno lascia che il suo personaggio venga usato a piacimento dai presenti, apparentemente senza imbarazzo. Mi chiedo come faccia. Nel frattempo è mezzogiorno e la grotta si è andata riempendo di varia umanità. La voce si è sparsa e le dita volano sulle tastiere dei telefonini. Adam nel frattempo mette la corda sotto Grandi Gesti e, mentre cerco di sistemare il cazzo di cavalletto, ha già quasi raggiunto la prima catena. Incastra il ginocchio e si mette a testa in giù, unica concessione al folto pubblico. Mi piacerebbe tanto che il barista di Gaeta e la signora biondo platino in tacchi e giacchetta leopardata fossero qui ora, giusto per gustarmi le loro facce.

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La seconda parte della via gli viene meno bene e si appende quasi subito. Sembra essere molto lontano dal riuscire a mettere tutti movimenti in fila. Infatti penso si va beh, ma ‘ndo cazzo va, mica la fa oggi…. Nonostante il mio inutile scetticismo Adam prosegue nel viaggio, tastando prese qua e là. Questo è meglio rovescio, questo piede è buono, quest’altro lo devo incastrare di punta e poi rilanciare sinistro sinistro al buco semi buono. E qui invece com’è, no questo metodo non mi convince, meglio invece così, tallone, spinta e piatta. Altre prove sul soffitto, che ripete due volte. Catena. Cala.

Dopo un altro paio di vie facili, chiacchiere varie, interviste, selfie ed incontri con millantati locals, eccolo che parte di nuovo. Ma qualcosa è cambiato nello sguardo e lo si vede già dalla placca iniziale. Scala leggero e determinato, pam, pam, pam ogni piede ed ogni mano al posto giusto, ogni aggancio ed ogni spinta esattamente dosati. Una macchina. Un marziano. Nemmeno Lollo riesce a scalare così, neanche nelle sue giornate migliori.

Adam prosegue fluido e senza apparente fatica, tranne giusto un paio di grugniti di circostanza sul crux. Tutto giusto, tutto troppo giusto. L’ha passeggiata, sussurra qualcuno di sotto, nella selva di telefonini alzati.

Catena. Applausi. Cala Callaghan. Sipario.

Per gli amanti della parte noiosa Adam Ondra ha liberato Grandi Gesti ex-9a del Grottone di Gaeta, sgradandolo, pare, a 8c+. Tutto questo pochi giorni prima del Santo Natale, il che, come ha detto qualcuno su facebok, is not nice. Ha inoltre poi liberato un progetto chiamato La teoria del Gesto (certo sti nomi, un po’ di fantasia che diamine…) e ha detto che è un bel novea adam.ondra certified. Rimane in sospeso un’altra concatenazione di-grado-che-non-si-può-nominare. Ma pare Adam tornerà in primavera, quindi tratteniamo tutti il respiro.

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Un local del Moneta, che ha chiesto di rimanere anonimo, contattato per commentare i gradi soft del grottone, che cadono come foglie al vento al passaggio del campione di turno da fuori, ha dichiarato quanto segue:

E mo tutti quelli che, zitti zitti, si erano presi il 9 come faranno? Ai tempi nostri di Sperlonga e del Moneta (e te pareva ndr…) gradavamo stretto come il buco del culo di un passero così che gli scalatori forti da fuori, se venivano, trovavano eterno. Infatti Manolo su Kajagogo c’è cascato. 

Amen. Manolo forse non viene da Marte. Ma Adam Ondra si.

Adam.Ondra – @Arenauta ultima modifica: 2017-12-21T11:07:50+00:00 da T. Kinkade
1 Commento
  1. […] vera resurrezione!), il mio amico Marco se ne va in giro per falesie, e scatta foto non soltanto ad Adam Ondra, ma anche a qualche pischello, o quasi-ex-pischello, che gioca su La Morte, mitica via di 8c nella […]

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