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Adam Ondra: progetto Salathe a vista in Yosemite e Olimpiadi di Tokyo 2020

Il fuoriclasse ceco Adam Ondra, che si sta preparando per cercare di vincere il Campionato Mondiale Lead a Innsbruck per la terza volta consecutiva, parla del suo incredibile progetto in Yosemite per l’autunno di quest’anno e del percorso di preparazione che lo porterà alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Trascrizione e traduzione dell’intervista rilasciata all’emittente radiofonica ceca Radiozhurnal.


Complimenti innanzitutto per i risultati del tuo recente viaggio di arrampicata in Romania. Quali sono i tuoi programmi futuri?

Sto per partire per il Canada, dove resterò per un mese. Dopodiché inizierò ad allenarmi specificamente per il Campionato Mondiale Lead di Innsbruck a metà settembre. Poi girerò un documentario nei Balcani per la televisione ceca. A novembre invece tornerò di nuovo in Yosemite, dove spero di riuscire a portare a termine un’altra salita importante su El Capitan. Al ritorno inizierò la preparazione per la stagione 2019.

La stagione finora è stata meno intensa e più rilassante rispetto allo scorso anno e ho deciso di non partecipare ad altre competizioni oltre ai Mondiali di Innsbruck, e ho preferito continuare ad arrampicare su roccia. Ma in questa seconda parte dell’anno dovrò allenarmi più duramente e concentrarmi maggiormente sulle competizioni.

 

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Adam Ondra, Stone Butterfly 9a+, Herculanae, Romania ph. Adi Margea

L’anno scorso hai scoperto l’arrampicata multi-pitch sulle pareti dello Yosemite, con uno straordinario exploit sulla Dawn Wall. Hai già in mente un progetto specifico per il viaggio di quest’anno?

In Yosemite su El Capitan nessuno è mai riuscito a fare una salita a vista. Ho pensato che la Salathe potrebbe essere la via giusta dove provare con un tentativo on-sight, senza nessuna informazione preliminare. Dovremmo riuscire ad organizzare un viaggio quest’autunno, probabilmente a Novembre.

E in quanti giorni pensi di essere in grado di completare la salita, considerando che la Dawn Wall ha richiesto 8 giorni di scalata effettiva?

Mi piacerebbe riuscire a fare la Salathe in 12 ore (ride)! Le vie più facili del Capitan si possono fare in libera in meno di 12 ore. Le vie più difficili, come la Dawn Wall richiedono molto più tempo. Io l’ho fatta in 8 giorni, ma i primi salitori ne hanno impiegati ben 19.

I tiri più duri in libera della Salathe sono di 8b. Sulla carta non è così difficile, ma bisogna poi vedere cosa può succedere dopo 10 ore di scalata ininterrotta. Inoltre non si può mai sbagliare, in quanto hai solo un unico tentativo a disposizione. L’anno scorso, dopo aver completato la Dawn Wall, Alex Honnold si era offerto di accompagnarmi sulla Salathe, per un tentativo a vista, ma non ce ne era stato il tempo.

Speriamo vada meglio quest’anno.

Salathe Wall, El Cap Spire,

Salathè Wall, El Cap Spire, Ph. Mark Smiley

Cinque ore al giorno sul muro di arrampicata

E poi c’è l’allenamento per la prossima stagione. Come ti stai preparando?

Di solito vado in palestra la mattina ed inizio con una sessione di campusing (senza piedi). Poi alleno la forza massimale con una sessione di blocchi al limite. Il pomeriggio o la sera lavoro alla continuità su corda o faccio circuiti facili al muretto con tante prese.

Suddivido il lavoro in due o tre sessioni giornaliere, per un totale di circa 5 ore al giorno per 6 giorni alla settimana. Un giorno è di riposo.

Quando fai blocchi in palestra come funziona? Usi percorsi già tracciati?

Il bouldering in palestra è l’allenamento più divertente e meno noioso. Il muro di Brno, dove mi alleno, ha migliaia di prese. Traccio io stesso i blocchi e i movimenti che mi interessano di volta in volta. Alcuni mi vengono subito, mentre altri magari mi risultano impossibili. Di solito ne traccio una quindicina. I più semplici li faccio velocemente, quelli difficili mi impegnano per 10 o 15 minuti, mentre quelli impossibili li lascio per il giorno successivo (ride). Arrampicare in palestra ed allenarmi è una cosa che mi piace molto e non mi stanca mai. È un lavoro duro, ma  è anche un processo in qualche modo creativo, assimilabile al divertimento.

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Adam Ondra Training. Credits epictv.com

Quanto spesso ti alleni in altre palestre? 

In generale preferisco allenarmi nella palestra di Brno, dove, come ho detto, ci sono migliaia di prese che mi permettono di variare l’arrampicata in continuazione e di creare migliaia di combinazioni diverse. La tendenza odierna, nelle altre palestre, è quella di avere itinerari già tracciati e contrassegnati per colori, il che determina una minore varietà di combinazioni possibili. Per esempio se vado alla Palestra di Praga riesco a salire subito tutti i blocchi duri e poi ho difficoltà a tracciare qualcosa di nuovo. Se invece sono in una fase di allenamento intensivo preferisco andare a Innsbruck, dove c’è il più bel muro di arrampicata del mondo.

Obbiettivi stagionali

Da quanto capisco il Campionato Mondiale di Arrampicata di Innsbruck rappresenta il tuo obiettivo principale del 2018.

Si, la competizione di settembre è un obiettivo fondamentale. Parteciperò sia nel Lead che nel Bouldering. Ho vinto il Campionato Mondiale Lead negli ultimi due anni e quindi difenderò il titolo, ma parteciperò anche alla gara boulder. Non sarà facile, ma cercherò di prepararmi adeguatamente. Devo dire che non vedo l’ora, e questo è un bene. Al momento non sono nervoso, ma mancano ancora tre mesi, quindi vediamo.

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Sei l’unico arrampicatore al mondo che ha salito una via di 9c. Riesci ad immaginare una ulteriore progressione della difficoltà su roccia? Pensi che salire vie più difficili sia nelle tue capacità?

La via Silence 9c è stata, in quel momento, il limite delle mie capacità. Posso immaginare difficoltà maggiori, senza che per forza questo significhi immaginare una parete totalmente priva di appigli. Se, ad esempio, togliamo i riposi da Silence già abbiamo una via di difficoltà superiore al 9c. Posso immaginare che ci sia qualcuno in grado di farlo, ma quella difficoltà, al momento, non è nelle mie capacità. Sono comunque sicuro che esista ancora un potenziale di miglioramento nell’arrampicata. Penso, ad esempio, ad allenamenti diversi e più efficaci oppure a nuove e più efficienti modi di muovere il corpo sulla roccia. L’arrampicata è costituita da tantissimi elementi diversi, spero di riuscire a migliorarne alcuni.

 

Adam ondra silence, 9c.

Adam ondra Silence, 9c. Ph. Pavel Blažek

Hai menzionato metodologie di allenamento diverse. È per questo che stai lavorando con un maestro di danza? A cosa ti serve?

Al momento sto lavorando con il dottor Čumpelík. Lui è un maestro di danza, ma anche un fisioterapista e un insegnante di yoga, e mi sta insegnando un nuovo concetto di arrampicata. Non ha mai scalato, ma, anche solo guardando i miei video, è riuscito ad individuare alcuni miei punti deboli e a stabilire come posso migliorare ulteriormente. Mi insegna una tecnica di arrampicata diversa, che non consiste solo nel mettere i piedi sugli appoggi, ma implica il relazionarsi al proprio corpo come a un qualcosa di complesso ed interdipendente. Le estremità sono strettamente collegate tra loro. Se non si allenano adeguatamente le gambe anche le braccia non funzioneranno, e viceversa.

Con lui ho lavorato tantissimo sulla tecnica ed il potenziamento delle gambe e dei piedi. Da bambino ho sofferto di piede piatto e ho tratto molto beneficio da questo tipo di preparazione. Ogni scalatore ha il suo stile ed io penso di essere geneticamente portato verso una scalata fatta di movimenti e sequenze veloci. Però più vado veloce, maggiore è il rischio di perdere l’appoggio. Ora che abbiamo molto lavorato sulla tecnica penso di essere riuscito a migliorare molto questo aspetto.

Ti piace arrampicare velocemente. Ma quale sarà la formula delle Olimpiadi di Tokyo? Hai gia provato a fare speed climbing?

Mi piace scalare velocemente ma sulla difficoltà. Cioè salire un muro di 15 metri mettendoci due o tre minuti quando gli altri ne impiegano cinque o sei. Il record attuale di speed climbing è di 5 secondi e 60 centesimi. Lo speed è una attività che non mi ha mai ispirato. Ho sempre pensato che mancasse di creatività, visto che il tracciato è lo stesso ovunque. Il formato della Combinata su tre prove (lead, bouldering e speed) verrà introdotto alle Olimpiadi e devo quindi rassegnarmi ad iniziare l’allenamento anche per la prova di velocità.

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Come ti stai preparando per le Olimpiadi e quali sono i criteri di selezione?

I criteri di selezione non sono ancora stati specificati e la selezione avverrà probabilmente nel 2019, principalmente sulla base dei risultati del Campionato del Mondo di Tokyo del 2019.

La combinata su tre prove sarà già introdotta a Innsbruck. Pensi di partecipare anche alla prova speed?

Mi allenerò per le mie due discipline di elezione che sono la difficoltà e boulder. Ci sarà anche la velocità e i migliori sei atleti verranno selezionati sulla base dei risultati della Combinata, come avverrà alle Olimpiadi di Tokyo 2020. A Innsbruck parteciperò anche alla gara speed, pur senza fare una preparazione specifica. Non credo che riuscirò a fare un gran tempo e confido piuttosto nei risultati nelle altre due discipline.

 

Hai cambiato idea sulle Olimpiadi?

Sono ancora contrario, ma non posso farci nulla, visto che tutto è stato deciso. La stessa Federazione di Arrampicata Ceca non può più ritirarsi dalla competizione. Sono stato in dubbio per un po’, ma alla fine ho pensato che sarebbe stato un peccato non partecipare alle gare. Sto ancora decidendo come impostare l’allenamento per la prova di velocità, ma non ho ancora deciso. Anche gli altri climber sono nella stessa situazione e devono decidere quanto sacrificare della loro preparazione lead e boulder in favore della velocità. È una novità per tutti.

Ti sei confrontato con gli altri arrampicatori su questo tema?

Nessuno dei top climber ha ancora impostato un allenamento specifico per la prova speed, anche perché è probabilmente un po’ presto. Sembra però che la maggior parte dei miei avversari abbiano programmato di dedicare un terzo del loro tempo e delle loro energie alla preparazione della prova di velocità. Personalmente non penso che sia l’approccio corretto. Ma lo vedremo alle Olimpiadi a Tokyo. Ho provato questo sistema, ma i tempi che riesco ad ottenere sono comunque non soddisfacenti. Per questo motivo penso che il mio allenamento per la velocità sarà di circa il cinque o al massimo dieci per cento del mio volume totale di allenamento del 2019.

Adam Ondra: progetto Salathe a vista e Olimpiadi 2020 ultima modifica: 2018-06-29T00:39:52+00:00 da T. Kinkade
1 Commento
  1. […] di quest’ultimo, composta oltre che da lui da Klein e da Prince, aveva intenzione di salire la Salathe in giornata, in occasione del quarto anniversario della loro prima salita in meno di 24 ore. “Non […]

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