devil stone action

il ponte del diavolo oggi

 

Nalle Hukkataival, accompagnato da Giuliano Cameroni, ha completato la salita di Deal with the Devil, una linea valutata 8B su un blocco di granito alto circa dodici metri e dal peso di oltre 2000 tonnellate, che si trova in Svizzera, poco fuori la cittadina di Göschenen, nel cantone di Uri.

La linea, per quanto bella e impressionante (vedi video più sotto), impallidisce rispetto alla storia del blocco del Diavolo (Teufelsstein) e del vicino ponte. La storia risale al 1220, quando un primo ponte di legno e funi fu costruito per permettere l’attraversamento della profonda gola di Schöllenen, situata appunto vicino al paese di Göschenen. Il ponte aveva un’importanza fondamentale, in quanto permetteva il collegamento tra il passo del San Gottardo e l’Italia. Si pensa che il primo ponte fosse costituito da semplici passerelle di legno sostenute da funi ed incastrate negli intagli della roccia.

Diavoli Svizzeri:

La leggenda narra che la popolazione del cantone di Uri, viste le difficoltà ingegneristiche e la cronica assenza di Politecnici nella Svizzera del 1220, decise di rivolgersi al Diavolo per completare la costruzione del ponte (leggenda per altro è comune a molti altri ponti del diavolo sparsi un po’ ovunque in Europa). Il Diavolo di Uri, che evidentemente non aveva granché da fare, accettò di portare a termine l’impresa, a patto di ricevere in cambio l’anima della prima creatura che avesse attraversato il ponte (nullafacente e oltretutto stupido questo diavolo svizzero). I furbi valligiani, una volta che il ponte fu completato, mandarono in avanti un cane (in altre versioni una capra, in altre versioni ancora degli animali di vario tipo, dalle oche alle pecore. Si vede che che le mucche, già all’epoca, costavano già troppo), lanciando un pezzo di pane dall’altra parte del ponte. Il povero animale (certo, nel 2018 questo non sarebbe potuto succedere, sai il casino che scoppiava poi su Facebook!) appena attraversò fu fatto a pezzettini dal diavolo… Ma che cavolo c’entra il ponte del diavolo, il cane, la capra, le oche, gli svizzeri, il cantone di Uri e Facebook con il masso di Nalle? Ecco, ecco un attimo che ci arrivo…

Leggi anche:
Le Bateau Ivre e Andrea D'Addazio (video)

Insomma il diavolo si arrabbiò talmente tanto per l’inganno degli abitanti che si caricò in spalla un blocco enorme (si, proprio quello) con l’intenzione di usarlo per distruggere il ponte. Ma proprio mentre si apprestava a portare a termine la (giusta) vendetta un sant’uomo gli si parò davanti e gli impose, nel nome del Siniore (in altre versioni della storia il santo tracciò invece il segno della croce sul blocco stesso), di lasciar cadere a terra l’enorme pietra accanto alla strada principale che porta a Göschenen. Fine della storia?

Cioccolato e San Gottardo:

Macché, siamo solo all’inizio! Nel 1885 quello stesso blocco fu venduto alla Fabbrica di Cioccolato Maestrani per 80 franchi. Il sasso era ben visibile dalla vicina ferrovia ed il buon Maestrani, negli anni del boom turistico nelle Alpi svizzere, fece dipingere sul blocco il suo marchio e, con grandi lettere gialle, lo slogan “Il cioccolato Maestrani è il migliore del mondo“.

Vent’anni più tardi Maestrani ebbe un ripensamento e decise di cedere la pietra della discordia alla Società di Protezione Naturalistica di Uri, che rimosse le scritte e restaurò l’antico splendore granitico. Tutto rimase abbastanza tranquillo e molto svizzero fino al 1970, quando venne presentata al governo federale una richiesta di demolizione: il blocco era posizionato esattamente nel punto di passaggio dell’autostrada A2, davanti all’ingresso del futuro tunnel del San Gottardo. Gli ingegneri dei Politecnici, che nel frattempo erano sorti come funghi, bramavano di far saltare in aria quell’inutile residuo del passato e di aprire finalmente le strade del progresso.

Leggi anche:
Vita da nomade

Vennero però creati comitati ed un vasto movimento di cittadini svizzeri si schierò contro l’iniziativa. Nel 1971 le autorità federali approvarono il finanziamento di un progetto che prevedeva lo spostamento del blocco, con una spesa preventivata di 250.000 franchi. La somma lievitò poi fino alla cifra finale di 330.000 franchi, come da migliore tradizione italica. Erano in molti ad essere però indignati. Forse che con quegli stessi soldi non sarebbe stato meglio realizzare opere più utili, come, ad esempio, una casa di riposo? Qualcuno, nottetempo, scrisse sulla roccia a caratteri cubitali “330.00 franchi andati al diavolo!“. Come dargli torto.

Nel 1972 il tribunale federale decretò definitivamente lo spostamento. Alla fine di ottobre del 1973 gli operai della ditta Iten diedero il via all’operazione Devil Stone Action: il blocco venne sollevato con potentissimi martinetti idraulici e spostato lungo i binari che erano stati appositamente costruiti alla velocità di 7 centimetri al minuto, 1,7 metri l’ora, 42 metri al giorno, fino alla nuova collocazione, 127 metri più a nord. Gli ingegneri furono particolarmente soddisfatti ed orgogliosi dall’essere riusciti a mantenere la stessa precisa identica inclinazione di partenza, ma, già che c’erano, un pannello a 30° o 45° sarebbe probabilmente stato più interessante, almeno dal nostro punto di vista.

 

devil stone action

 

Il blocco si trova ora vicino alla rampa 40 di accesso all’autostrada, poco prima dell’ingresso del Tunnel del San Gottardo. I 15 movimenti della parte dura costano 22.333 franchi l’uno. Il resto, come direbbe Manolo, è sentiero per capre fino alla cima con bandiere. Certo, di fianco all’autostrada non è esattamente il luogo ideale per la scampagnata bulderistica della domenica pomeriggio e l’area circostante sembra un deposito di materiale edile, ma tutto non si può avere. Qualcuno dica però a Nalle che il diavolo quella linea già l’aveva salita nel 1220 gradandola 8A+ (soft). Ci sono anche i video e la FA è registrata su 8a.dev. Un po’ spiace, ma gli antichi scalavano così. Gradi stretti e tanta arroganza. Il Diavolo, di certo, se la poteva permettere!

Leggi anche:
Adam Ondra: progetto Salathe a vista e Olimpiadi 2020

 

 

 

 

Deal with the Devil 8B, Nalle Hukkataival e il boulder più costoso del mondo ultima modifica: 2018-04-20T21:52:50+00:00 da T. Kinkade
0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Newsletter Livellozero
La nostra newsletter è gratuita. Breve. Interessante e colorata. Qualche volta persino divertente. Quelli che si iscrivono sono più di che quelli che si cancellano. Il che vorrà dire qualcosa.
Vai Tranquillo
Iscriviti alla Newsletter

Log in with your credentials

Forgot your details?