Bateau Ivre Andrea D'Addazio Petrella

Le Bateau Ivre e Andrea D’Addazio (video)

Mi ero messo d’accordo con Andrea D’Addazio per andare a fare un video e delle foto della bellissima via Bateau Ivre, da lui recentemente salita in libera nella falesia di Petrella Liri (AQ).

La via, secondo gli stratosferici standard attuali, è “solo” 8b+, ma sale lungo un aereo spigolo di calcare che non ha eguali in Italia.

Petrella Liri è uno dei tanti paesi abruzzesi un po’ tutti uguali, e non me ne vogliano gli abruzzesi. Il vicino comune di Cappadocia richiama alla mente posti esotici e lontani e strane connessioni geografiche.

Un certo qual senso di estraniamento già ti prende quando stai per arrivare, precisamente all’altezza della località Piccola Svizzera, con le sue stradine (via Berna, via Losanna, via Davos) e con i cartelli turistici gialli e un po’ arrugginiti del Club St. Moritz. Già ti immagini chalet di legno immersi nella neve con musica anni ottanta, palle a specchio e ragazze in cappotti lunghi e collo di pelliccia. Invece no.

A ricordarti che siamo in Abruzzo ci pensa l’orribile scheletro di cemento armato del Residence, superstite incompiuto della speculazione edilizia degli anni settanta, che sognava di trasformare la località in una stazione sciistica del centro Italia per la borghesia romana desiderosa di avere una Saint Moritz de noantri a pochi chilometri di autostrada da casa.

Sul sito portaleabruzzo.com si dice che “la frazione di Petrella Liri non ha attualmente punti di interesse da visitare“, lasciando però intendere che forse un giorno chissà, non si può mai dire.

È inizio agosto e ho appuntamento con Andrea alle due al Bar Trattoria Il Grifone.

A Petrella ci sono, in teoria, 116 abitanti, ma in un qualsiasi lunedì di Agosto si fatica a trovare parcheggio. Per qualche motivo misterioso è pieno di taxi (in realtà mi spiegano che molti tassisti di Roma sono originari di questi luoghi e tornano al paese per le vacanze). Due chiacchere al bar e andiamo in falesia per fare qualche foto su Bateau Ivre.

La falesia appunto. Il settore più famoso di Petrella Alta svetta sopra il paese da un incongruo bosco di conifere, che sembra di essere ad Ailefroide. La falesia è stata, diciamo così, valorizzata da Stefano Finocchi già nella seconda metà degli anni ’80. Sulla strada per Castellafiume, altra falesia ben nota presso i climber romani, si incontra invece, proprio poco fuori del paese, il più recente settore delle cosiddette Placche di Bini, con le sue splendide placche di calcare compatto.

Bateau Ivre, unica nel suo genere, si alza maestosa nel bosco poco distante, prua perfetta di un vascello immaginario, ed ha pochi confronti possibili con tutto ciò che le fa da contorno. La via, pur così evidente nella sua bellezza e perfezione, era stata individuata da Mati, chiodata e salita da Bertrand e ripetuta da un altro Andrea qualche anno dopo. Dopodiché l’oblio. Forse per il grado evanescente o a causa delle protezioni non propriamente vicine.

Andrea si lega e monta la via in pochi minuti. Scende e riparte subito per fare le foto. Si cala ancora e dopo venti minuti è pronto per il video. Scala veloce e sicuro. In pochi minuti abbiamo fatto. È prestissimo. Sono passate meno di due ore e già abbiamo finito.

Ci sistemiamo al fresco sotto la via per fare due chiacchere. Gli dico che sta facendo un’annata strepitosa, cominciata in primavera con la prima ripetizione di Il ricordo del Tempo, storica via di Sperlonga, rimasta irripetuta per trentadue anni dopo la prima salita di Jolly Lamberti nel lontano 1986. (…continua dopo la foto).

Bateau Ivre Andrea D'Addazio Petrella

Si, al di là del grado (Andrea pensa che Il Ricordo del Tempo sia 8b, il che, per altro, lo renderebbe il primo 8b d’Italia, qualche mese in anticipo rispetto a Ultimo Movimento in Totoga) la salita di quella via è stata per me una cosa pazzesca, difficile che mi ricapiti l’occasione di trovare una via storica che sia ancora in attesa della prima ripetizione.

Il Ricordo del Tempo è una placca verticale su microprese, nella roccia tipica di Sperlonga. La via è cortissima, tredici di metri al massimo. Inoltre una volta arrivati alla presa buona è sostanzialmente finita. Il tratto duro saranno circa dieci metri in tutto. Quello che è  incredibile è la gran quantità di movimenti che comporta: tacchettine, spallatine, continui aggiustamenti di piedi …. mille movimenti in pochi metri per andare a prendere due tacche infime, da cui si fa un lungo dinamico ad una presa buona ma piatta, che si riesce a tenere solo di pelle.

L’arrampicata fino alle due tacche è difficile ma tutto sommato fattibile. Riuscire però ad arrivare freschi e con il margine necessario per impostare il movimento dinamico è invece veramente difficile. Non credo che possa essere 8a+ e tantomeno 8a, come si è sempre detto. Per me è 8b pieno, anche a giudicare dal numero di tentativi che mi ci sono voluti per venirne a capo! È stata veramente un’esperienza incredibile“.

Dopodichè hai proseguito salendo altre vie dure del centro italia…

Si ho arrampicato molto a Grotti in primavera fino a quando è stato possibile per via del caldo e ho fatto la maggior pare delle vie di grado 8, tra le quali Ridi mò (8b/+) e Zandalee (8c). Poi sono riuscito a salire Fallo Dopato (8c) a Pizzoferrato e Trilogia per il Successo (8c) a Roccamorice, altra via mitica su buchetti super dolorosi, liberata da Mauro Calibani.

Bateau Ivre Andrea D'Addazio Petrella

Te le vai proprio a scegliere…

Si, mi piacciono le vie che hanno una storia o che hanno poche ripetizioni. Spesso le due cose sono collegate. Non mi piace l’idea di impegnarmi per salire vie che fanno tutti, solo per poter dire di aver fatto un certo grado. Preferisco mille volte provare una via incredibile per movimenti ed estetica come Le Bateau Ivre che è 8b+, chiodata e salita da Bertrand, piuttosto che provare un 8c soft alla Cueva o un 8c al Grottone, che magari provano tutti.

Ho una passione per le vie old-school, infatti non sarà semplice trovare un progetto di 9a di quel genere…

9a. In effetti s’è fatta l’ora …

Si giusto, è uno dei prossimi obiettivi. Ancora non ho deciso dove, ma vorrei trovare un 9a solido e di riferimento che possa rappresentare una vera sfida fisica e mentale.

Un 9a indiscutibile ci sarebbe e si trova in Germania. Mi sembra anche che si adatti molto bene al tuo stile …

(Ride) Non so… vedremo quest’inverno, anche in relazione ai miei impegni di studio …

Come riesci a mantenere la motivazione?

Guarda, di sicuro la motivazione è qualcosa che non mi manca. In questo momento sto proprio in fissa con l’arrampicata e anche a casa non parlo d’altro! L’anno scorso ho fatto 41 vie sopra l’8a e quest’anno sono già a 44!

Non riesco a smettere di arrampicare o di pensare alla scalata. Anche nei giorni in cui libero un progetto non sono in grado di rilassarmi e stare fermo. Devo immediatamente provare qualcos’altro, un 8a a vista o 8b da fare in pochi giri, per arrivare a sera completamente sfranto!

E questa energia mi serve molto nella vita, per alimentare l’entusiasmo che metto in tutte le cose che faccio. In questo senso l’arrampicata mi ha aiutato moltissimo e sempre mi servirà come stimolo in futuro.

Bene. Facciamo gli zaini e iniziamo a scendere verso le macchine. È tardo pomeriggio ed ora fa veramente caldissimo. Passiamo sotto la parte bassa della falesia ed Andrea ci ripensa.

Si ferma per un ultimo tiro, “perchè oggi ho scalato veramente poco“. Gli invidio la giovinezza e la determinazione.

P.S.: nelle successive torride settimane di Agosto, durante le quali finivo di montare il video e cercavo a più riprese di venire a capo delle foto e dell’articolo, Andrea saliva Octopus Balls (8b+) a Collepardo, altra via liberata da Bertrand Lemaire e mai ripetuta, e qualche giorno fa liberava in 3 giri Anakin (8b) a Petrella Alta, un’altra via ostica, ripetuta raramente.

Di seguito invece il video della salita di Bateau Ivre.

Bateau Ivre Andrea D'Addazio Petrella

Le Bateau Ivre e Andrea D’Addazio (video) ultima modifica: 2018-08-26T08:55:26+00:00 da T. Kinkade
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