joe kinder

 

L’avrete visto è l’argomento del giorno sull’internet e sui social. Cerchiamo di ricostruire nel dettagli che cosa è effettivamente successo tra Sasha Digiulian e Joe Kinder e come mai quest’ultimo si è visto cancellare i suoi due contratti di sponsorizzazione più importanti. Ma andiamo con ordine e vediamo chi sono i protagonisti:

 

Sasha DiGiulian su "Golden Boy" 5.13b

Sasha DiGiulian su “Golden Boy” 5.13b, Red River Gorge. Credits sasha-digiulian.com

Sasha Digiulian

Classe 1992, ex-astro nascente dell’arrampicata su corda statunitense (ormai già da qualche anno però surclassata nella difficoltà da altre ragazzine prodigio) ha nel suo palmares due 9a lavorati (Era Vella a Margalef nel 2012 e Pure Imagination a Red River Gorge nel 2011) ed un paio di 8b+ a vista (sempre nel 2011). Personaggio carismatico e molto influente nell’arrampicata americana ha sponsor del calibro di Petzl, Red Bull, Adidas, Black Diamond e La Sportiva. 365 mila follower su Instagram, mentre la pagina facebook è seguita da 286 mila persone.

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E’ stata spesso, a vario titolo, al centro di polemiche e gossip. Per poter comprendere quanto successo con Joe Kinder dobbiamo menzionare il fatto che, anni addietro ed in concomitanza con l’inizio del college, giravano rumors nell’ambiente e nei commenti ai suoi post, che Sasha fosse ingrassata di una decina di chili (cosa che non sembra vedendo le foto di oggi) e che avesse sofferto di disturbi alimentari. In seguito Sasha Digiulian ha rilasciato interviste e firmato un pezzo su Outside Online sul significato dell’essere atleti e sull’accettazione del proprio corpo. E’ stata spesso in prima fila contro il machismo nell’arrampicata e nell’abolizione delle discriminazioni di genere, come puntualizza in questa intervista sempre su Outside Online:

“Esiste da sempre una certa qual negatività nei confronti delle imprese femminili nello sport [dell’arrampicata]. Per questo motivo abbiamo bisogno di modelli autorevoli, per spingere le ragazze ad andare là fuori a dare il meglio, sapendo che è una cosa importante”.

Un’altra polemica che l’ha vista protagonista è stata con Nina Caprez nel 2014 quando entrambe avevano deciso in di tentare la ripetizione e prima salita femminile di Orbayu, la via multipitch dei fratelli Pou sul Naranjo de Bulnes in Spagna. Quando la Caprez ne ebbe notizia fece, pare poco gentilmente, capire a Sasha che la via (originariamente 9a, poi sgradata a 8c) sarebbe stata occupata per alcuni mesi dal progetto di libera, suo e di Cedric Lachat, con relativo documentario. Per questo motivo non c’era né poteva esserci spazio per una seconda cordata. Consigliò quindi all’americana di andare piuttosto in Svizzera a provarsi la multipitch di Ondra WoGu oppure, in subordine, Yeah Man. La polemica poi, almeno apparentemente, rientrò e le due si chiarirono sui social. Nina scrisse anche che i fatti erano stati ingigantiti e che era “tutta una invenzione della stampa”.

joe kinder

Joe Kinder, credits Francois Lebeau

Joe Kinder

Classe 1980 ha al suo attivo un paio di 9a+ negli Stati Uniti e cinque 9a (di cui due a Santa Lynia). Personalità controversa e a volte sopra le righe come lui stesso si definisce nel suo ultimo post Instagram:

I social media hanno cambiato tutto. La mia carriera è cambiata immensamente da quando posso condividere le mie storie ed informare il mio pubblico. Tutto questo può essere usato in maniera grandiosa o dannosa. Ho sempre avuto un senso dell’umorismo un pò “duro”, forse perché sono cresciuto nella scena punk-skate. Ho sempre causato irritazione nei mie amici facendogli scherzi o affibbiandogli nomignoli, ma l’ho sempre fatto con amore. Se faccio avanti veloce fino ai giorni odierni mi accorgo di divertirmi ancora molto con gli scherzi ed in generale cerco di non prendermi troppo sul serio. Probabilmente stavolta ho passato il segno”.

Joe Kinder ha rischiato già una volta di perder il supporto dei suoi sponsor nel 2013 a causa del famoso incidente del ginepro, ovvero il taglio, secondo il climber motivato da motivi di sicurezza, di due ginepri secolari, uno dei quali morto, alla base di una via che aveva aperto a Tahoe nella Sierra Nevada. Dopo il taglio i tronchi furono nascosti da Kinder ma furono recuperati da parte di un altro local di Tahoe che pubblicò la foto su Instagram, corredata dai numeri di telefono di Joe Kinder e di Ethan Pringle (poi rivelatosi estraneo ai fatti). In seguito al post Kinder ricevette insulti e minacce di morte da sconosciuti  e patteggiò con il servizio forestale della Sierra Nevada una multa più una settimana di lavoro volontario di piantumazione, il che gli evitò in extremis l’interruzione dei rapporti con Petzl, suo sponsor dell’epoca.

In una intervista di qualche mese fa alla domanda a proposito di che cosa fosse per lui maggiormente irritante nelle dinamiche di internet rispondeva che non sopportava le

“persone false che fanno finta di essere ciò che non sono realmente. Loro sanno perfettamente a chi mi riferisco. E’ una cosa totalmente odiosa ed insopportabile. Ormai il gioco non è più della serie ‘condivido questa foto sui social network per far felice il prossimo o per essere di inspirazione a qualcuno’. Ha piuttosto a che fare con il mentire ed il manipolare le persone per mero calcolo e convenienza, cercando di trasformarle in idioti. Odio questo genere di inganno. Io non sono così”.

Evviva  la franchezza di una voce, tutto sommato, isolata e fuori dal coro, almeno a livello professionistico, dove vige piuttosto la regola siamo tutti amici amici e però mors tua vita mea.

La pietra (anzi la foto) dello scandalo

sarah saporaJoe Kinder ha postato la foto incriminata sul profilo a lui riconducibile @jetskijoyrider (ora cancellato). Il profilo era un profilo instagram privato, cioè visibile solo agli iscritti, che, pare che fossero poco più di 50.

La foto ritrae Sarah Sapora, una modella oversize, al mare e in compagnia del fidanzato (per chi volesse approfondire questo è il blog di Sara con il servizio fotografico completo). Il riferimento e la presa in giro (che non fa nemmeno tanto ridere) era dovuto al fatto che Sasha di Giulian aveva da poco annunciato di voler rinunciare al suo progettato viaggio in Verdon (con Edu Marin) dal momento che preferiva assistere la nonna ricoverata in ospedale.

Joe Kinder con la foto sembra lasciar intendere che il motivo della rinuncia fosse invece da ricercarsi nei chili di troppo. Altri hanno detto che il ragazzo nella foto assomiglia a Edu Marin (ma non mi sembra). Nel suo post di accusa Sasha dice di aver cercato di contattare più volte Joe Kinder in privato, chiedendogli di sospendere il bullismo digitale nei suoi confronti, senza però ottenere risposta.

Dopo la denuncia di Sasha anche un’altra arrampicatrice, Courtney Sanders (@courtneyasanders su IG, 45.5 mila followers) ha accusato Joe Kinder di averla bullizzata su Instagram in un commento dove la prendeva in giro “per la sua fronte troppo grossa” (è vero… non sto scherzando #meetoodenoantri). Il suo post ha avuto 1720 likes e quasi 200 commenti.

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Ci saranno ripercussioni (cit.)

Alla fine Joe Kinder è stato segato da due dei suoi sponsor principali: Black Diamond e La Sportiva. Nel comunicato, sempre su Instagram (578 mila follower, oltre 17 mila mi piace al post), Black Diamond ricorda che la società ha tolleranza zero verso il bullismo in tutte le sue forme e che continuerà a supportare solo gli atleti che abbiano un impatto positivo sulla comunità arrampicatoria bla-bla-bla. Il comunicato de La Sportiva North America invece recita:

La Sportiva è un’azienda a conduzione familiare e i nostri atleti portabandiera sono un’estensione di questa famiglia. Gli atleti accettano di agire in maniera professionale in ogni circostanza dal momento che le loro parole e le loro azioni si riflettono sul nostro marchio. A causa degli eventi recenti siamo stati costretti ad interrompere la nostra collaborazione con Joe Kinder. Nonostante l’abbiamo supportato per molti anni ed abbiamo ammirato il suo talento come arrampicatore riteniamo che le sue scelte ed il suo comportamento sui social media non rispondano agli standard di comportamento che abbiamo stabilito per gli atleti che ci rappresentano”.

The End of the story

Che dire. Joe ha sicuramente sbagliato nel pensare di potersi comportare come un 15enne pur continuando a godere del supporto e dei soldi dei suoi sponsor. Benvenuto nel mondo di noi poveri mortali costretti a comprarci le scarpette! Per quel che riguarda Sasha Digiulian non posso che quotare un brillante commento ad uno dei post:

Etichettare questo incidente come “bullismo” è un po’ da sciocchi. Forse che l’immagine di Sasha, dentro o fuori la ristretta cerchia arrampicatoria, è stata in qualche modo danneggiata da questo “bullismo”? Probabilmente no. Lei avrebbe potuto cercare di far pressione su Joe, tramite i molti amici comuni, per interrompere questo tipo di comportamento, se proprio le causava un fastidio insopportabile. Ci ha provato? Non risulta. Ci sono molti post di Joe su Instagram ai quali Sasha ha messo il like, quindi i rapporti tra i due non dovevano essere poi così terribili. Penso che l’atteggiamento di Sasha su Instagram (mi-auto-glorifico-come-membro-del-jet-set-dell’arrampicata-mentre-mi-alleno-in-palestra-con-il-mio-personal-trainer-come-una-vera-principessa-dei-social-troppo-spesso-al-centro-benessere-per-sauna-e-massaggi-non-ho-mai-tempo-per-il-karaoke-ma-in-compenso-faccio-carpooling-ah-scusate-già-che-ci-siamo-ecco-qui-il-mio-diploma-di-Ivy-League) possa dar fastidio a molti e che ci vorrebbe magari un po’ più di umiltà. Certo, piuttosto che pubblicare meme di ciccioni, io avrei, molto più semplicemente, smesso di seguire il suo profilo oppure avrei scrollato oltre i suoi post. Non è una cosa difficile. Comunque se Sasha ambisce a diventare una Media Influencer su Instagram le consiglio di farsi crescere una cotenna un po’ più spessa, perché, di sicuro, offenderà qualcuno lungo il tragitto, nonostante le nobili intenzioni. Basti pensare a come sono stati messi alla gogna senza pietà Barack o Michelle Obama. Il meme di Joe Kinder, in confronto alla merda che hanno tirato addosso quei due, è acqua fresca. Ma Sasha ha deciso che era giusto distruggere la carriera di uno sprovveduto arrampicatore “old school”. Alcuni lo chiamano progresso. Se è così allora lunga vita ai presuntuosi!

E per finire forse Black Diamond e tutti gli altri e le atlete stesse che sono in prima fila per porre fine alle discriminazioni di genere dovrebbero anche smettere di condividere/promuovere/sollecitare foto di ragazze carine, magari minorenni, che arrampicano in tanga e che sono dovunque su Instagram e sui social. Così … giusto per essere meno ipocriti (almeno un pochino). Ma quei clic servono e quei follower arrapati sono troppo, troppo numerosi per poter decidere di volerne (o poterne) fare a meno.

Climbing Ambassador Sasha Digiulian

Climbing Ambassador Sasha Digiulian (sopra) & friends

Sasha Digiulian vs Joe Kinder ultima modifica: 2018-05-09T19:44:47+00:00 da T. Kinkade
6 Commenti
  1. Mariana 2 settimane fa

    Ma da che pulpito fate i moralisti della discriminazione di genere nelle ultime righe dell’articolo? Avete notato che sfondo c’è al banner che invita ad iscriversi alla vostra newsletter? Sembra che anche voi non possiate fare a meno di followers arrapati…

    • wp_8016302 2 settimane fa

      Hai ragionissima. La togliamo subito.

  2. Bruce 2 settimane fa

    “Ma Sasha ha deciso che era giusto distruggere la carriera di uno sprovveduto arrampicatore”, questa frase afferma una cosa falsa. Non è Sasha lo sponsor, e non è Sasha che ha tolto la sponsorizzazione. E del resto lo sponsor ha il diritto si sponsorizzare chi vuole, così come lo “sprovveduto arrampicatore” può continuare ad arrampicare. Nessuno gli ha detto che non può continuare ad arrampicare. L’azione degli sponsor è stata, a mio parere, corretta e proporzionata, del resto gli è solamente stato tolto lo sponsor, nulla più. Non stiamo parlando di un operaio di 60 anni che resta senza lavoro, perché gli spostano la produzione in Cina. Stiamo parlando di un atleta che pratica quello che gli piace da mattina a sera, e gli viene chiesto un comportamento di responsabilità da parte degli sponsor. Può anche fare qualcos’altro. Banalmente potrebbe anche lavorare, ci sono tanti che lavorano, può lavorare anche lui. Da parte mia un plauso per la gestione del fatto da parte degli sponsor. Detto questo, a me Sarah Sapora, me piace!

    • wp_8016302 2 settimane fa

      Da un grande prestigio (come quello della Digiulian) derivano anche grandi responsabilità. E’ un problema di pesi e misure. Se dici una cosa e hai dieci persone che ti leggono nessuno ci fa caso (o quasi). Se dici la stessa cosa a quattrocentomila followers la prospettiva cambia.

  3. Valentina 2 settimane fa

    Credo che questo pezzo spieghi molto meglio cosa sia successo

    https://www.outdoorjournal.com/news2/the-case-of-joe-kinder/

  4. Bruce 1 settimana fa

    Grazie Valentina per il link. Penso che anche leggere qui chi giustifica, o giudica eccessiva la reazione degli sponsor, fino a dare la responsabilità a Sasha perché non si è preoccupata del bullo, sia una prova del fatto che Sasha a fatto bene a reagire.

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