Adam Ondra Silence 9c – Dietro le quinte

Adam Ondra - Silence
Adam Ondra - silence

L’incredibile grotta di Flatanger. © Bernardo Giménez – bernardogimenez.com

“Abbiamo cercato di mantenere uno stile che fosse il più documentaristico possibile, evitando quel look patinato e un po’ stucchevole così tipico di molti film di arrampicata.”

Bernardo GiménezIn occasione dell’anteprima mondiale a Riva del Garda del film Silence, relativo alla prima salita da parte di Adam Ondra della via di arrampicata più difficile al mondo, la prima di grado 9c, liberata nella grotta di Flatanger in Norvegia, abbiamo raggiunto Bernardo Giménez, fotografo e videomaker che da anni lavora con Adam, per una intervista in esclusiva sugli aspetti tecnici, organizzativi ed artistici che un progetto di questo genere comporta. Di seguito la trascrizione dell’interessante scambio di idee.
L0: ciao Bernardo e grazie per la disponibilità. Tu nasci come fotografo. Quando e dove hai iniziato la tua carriera di fotografo professionista?
BG: faccio foto da quando avevo 8 anni. Ho iniziato con una Kodak Instamatic e poi ho proseguito con la vecchia reflex Canon di mio padre. Ho cominciato a fotografare come professionista nel 1999 facendo uno stage per un giornale locale. Qualche anno dopo, sempre nello stesso giornale, mi hanno assunto come fotografo a tempo pieno.

 

L0: ad un certo punto sei stato in grado di estendere le tue competenze anche alla realizzazione di video, vale a dire un ambito completamente diverso rispetto a quello dal quale eri partito. Questo tipo di transizione non è semplice e pochi fotografi sono in grado di fare entrambe le cose professionalmente. Come ci sei riuscito?
BG: la mia più grande passione è sempre stata quella di fare fotogiornalismo e di raccontare storie. Nel momento in cui è stato possibile realizzare video di “alta qualità” con le fotocamere reflex il passaggio dalle foto ai video è stato per me del tutto naturale.

 

Bernardo Giménez

© Bernardo Giménez – bernardogimenez.com

 

L0: ma parliamo di questo documentario. Adam ha impiegato 4 anni e 7 viaggi (l’ultimo dei quali per un periodo di 5 settimane) per completare la via. Come hai organizzato le riprese in un lasso di tempo così lungo?
BG: prima di partire per Flatanger ho passato diversi giorni a visionare il materiale che avevamo già girato nei mesi precedenti in modo da definire esattamente che cosa ancora mancasse da fare, oltre alla libera della via. Inoltre Adam era partito accompagnato da un altro cameraman che doveva documentare i tentativi durante il primo viaggio della stagione. Io sono arrivato in Norvegia solo tre giorni prima che Adam liberasse la via … (ride) … e sono stato subito molto fortunato nel riuscire a riprendere la prima salita integrale di Silence. La sequenza della salita in libera è stata ovviamente inclusa nel montaggio finale senza interruzioni. Abbiamo cercato di fare questo nella maniera più grezza ed autentica possibile, tagliando solo una piccola parte di un riposo knee-bar, che era forse un po’ troppo lungo.
Abbiamo cercato di mantenere uno stile che fosse il più documentaristico possibile, evitando quel look patinato e un po’ stucchevole così tipico di molti film di arrampicata. Durante il resto del viaggio abbiamo poi terminato le riprese delle scene di collegamento che ancora mancavano per completare la storia.
In seguito, dopo la libera, sono andato anche qualche giorno a Brno, nella palestra dove Adam si allena, per fare un po’ di riprese sull’allenamento specifico a cui si è sottoposto durante la fase di preparazione fisica. In quell’occasione si è trattato di un lavoro di squadra ed io mi sono calato più nelle vesti di regista, per organizzare le riprese che venivano effettuate dalla troupe.
Il montaggio è invece stato fatto completamente online. Io e Pablo, l’altra persona addetta al montaggio, abbiamo suddiviso il documentario in capitoli, dividendoci così il lavoro.
Adam Ondra - Silence

foto credits @PAVELBLAZEK

L0: fare riprese su una parete così strapiombante è sempre complicato. Come hai deciso gli angoli di ripresa?
BG: in realtà siamo riusciti a filmare le sequenze di arrampicata aggiungendo in parete solo un unico ancoraggio in più. Per il resto abbiamo utilizzato le soste delle altre vie, gli spit già presenti oppure filmando direttamente da terra. In questo senso Flatanger è un luogo molto adatto dal momento che il terreno, almeno nella prima parte, segue l’andamento della parete, il che permette di rimanere abbastanza facilmente allo stesso livello di chi arrampica, pur filmando da terra.
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L0: avete girato in 4K? Che attrezzatura avete usato?
BG: il film è stato girato, editato e prodotto in 4K. Al momento però la versione in 4K sarà usata soltanto durante la prima di venerdì 23 febbraio a Riva del Garda. Su Youtube sarà disponibile in diretta streaming fin da subito in HD (1080p). Per il 4K su ci sarà invece un po’ da attendere a causa di questioni tecniche ancora da risolvere e di cui non sono direttamente a conoscenza.
Per le riprese abbiamo usato due camere: una cinepresa digitale BlackMagic UrsaMini (che forse però per questo genere di lavoro è un po’ troppo pesante), soprattutto per le riprese al rallentatore e per avere la gamma dinamica più ampia possibile, più una fotocamera digitale Sony A7RII per la migliore portabilità e la buona resa nelle condizioni di scarsa illuminazione in cui abbiamo lavorato. Abbiamo anche usato un DJI Phantom 4 Pro e un DJI Mavic Pro per le due o tre sequenze aeree presenti nel film.
Adam Ondra - Silence

foto credits @PAVELBLAZEK

L0: che lenti hai usato? Dai pochi secondi del trailer si percepisce un’atmosfera quasi religiosa, come se stessimo assistendo ad un rito pagano. Era qualcosa che volevi ottenere?
BG: l’estetica del documentario è stata tutta creata usando focali medie e lunghe. Ovviamente abbiamo usato anche i grandangolari, ma generalmente abbiamo cercato di limitare il loro uso al minimo indispensabile, per quanto possibile. Sia la fotografia che la correzione del colore in post produzione sono state pensate cercando di ricreare quella atmosfera strana, tranquilla e potente che si percepiva sia mentre Adam arrampicava che subito dopo la salita in libera della via.

 

L0: il che ci porta ad un’altra domanda: il documentare un’impresa di questo genere, dal punto di vista narrativo, può essere rischioso nel senso che si può facilmente ricadere in clichè del tipo fallisce-in-continuazione-poi-si-allena-e-finalmente-la-libera, vale a dire un tipo di narrazione che abbiamo già abbondantemente visto nei video di arrampicata in tutte le varianti possibili. Come sei riuscito a gestire questo aspetto?
 
BG: in qualità di narratore quello a cui sono interessato è raccontare ciò che avviene prima e dopo un’impresa del genere. Se esistono dei cliché, esistono per un motivo. A volte cercare di sfuggire ai cliché (che è una cosa che cerco di fare spesso, specialmente in fotografia) può portarti a raccontare una storia che non è realmente accaduta, una storia che non è quella vera.
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L0: Adam Ondra è sicuramente un atleta straordinario che sembra possedere una personalità unica dal punto di vista mentale e motivazionale. Come è stato lavorare con lui in un progetto così importante?
BG: si, in effetti Adam è qualcosa di unico, ed ovviamente non solo sul piano fisico. Possiede un’etica molto rigorosa e l’etica è ciò che differenzia un buon arrampicatore da un grande arrampicatore. Per me, come fotografo, questa è la cosa più importante di tutte, la cosa che mi fa essere rilassato ogni volta che lo filmo, lo fotografo o che pubblico qualcosa su di lui. Inoltre è uno degli arrampicatori più disponibili con i quali abbia mai lavorato, perché è in grado di capire al volo tutto quello che serve per creare una buona foto o una bella sequenza video. Alle volte è anche in grado di dare consigli circa il modo migliore di riprendere un particolare movimento o una particolare via ed io ho sempre molta fiducia nei suoi suggerimenti.
Adam Ondra - Silence

foto credits @PAVELBLAZEK

L0: la prima di questa settimana sarà qualcosa di grande e qualcosa che, a mia memoria, non è mai successo nella storia dell’arrampicata. Sei nervoso (anche se sono sicuro che il film sarà un grande successo) o totalmente tranquillo ?
No, devo dire che non sono per niente nervoso. Sono solo curioso ed impaziente di mostrare il nostro lavoro alla comunità degli arrampicatori. Abbiamo deciso di fare un montaggio e dare una forma al film in modo da renderlo fruibile ad un pubblico non solo di climbers o di addetti ai lavori. Lo scopo è sempre stato quello di riuscire a raggiungere l’audience più vasta possibile. Spero quindi che il pubblico di tutto il mondo possa percepire le stesse emozioni che abbiamo provato noi durante la libera di quel giorno e riesca a comprendere tutto il lavoro pazzesco che precede una realizzazione sportiva di questo genere.
Voglio anche ringraziare l’intera squadra di persone che ha contribuito a rendere possibile il progetto di questo documentario: Pavel e Kristina (rispettivamente direttore e produttore), l’altro Pavel (grande cameraman), Pablo (che ha lavorato con me all’editing), Adam (che ha creduto in me) e tutti gli altri che hanno collaborato in qualche modo al progetto (dal fare sicura al trasportare gli zaini col materiale o a rilasciare le interviste eccetera). Grazie a tutti. L’appuntamento è a Riva del Garda domani 23 febbraio alle 21.00 oppure in streaming su Youtube alla stessa ora e … Buona visione!

 

Adam Ondra Silence 9c – Dietro le quinte ultima modifica: 2018-02-21T18:52:39+00:00 da T. Kinkade
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