Hampi, Karnataka, India. Nel corso degli ultimi venti anni e a partire dal successo mediatico di Chris Sharma e del suo “Pilgrimage” Hampi è rimasta nell’immaginario di ogni arrampicatore come meta esotica per eccellenza. I costi contenuti, la straordinaria bellezza del paesaggio e l’atmosfera rilassata e post-hippy hanno rappresentato e rappresentano un richiamo irresistibile sia per l’arrampicatore mordi-e-fuggi della settimana a capodanno che per i residenti di lungo periodo in stile sverno-tre-mesi-ad-hampi-e-poi-vediamo. Ma presto tutto questo potrebbe cambiare….

Nell’ormai lontano 1999 l’Unesco ha inserito Hampi nella lista dei siti Patrimonio dell’Umanità in pericolo, a causa del “proliferare di edilizia abusiva” nella zona del Main Bazaar, sulla strada di accesso al Tempio Virupaksha. Il governo indiano ha risposto con una serie di linee guida che prevedevano di trasformare tutta l’area in monumento protetto, vietando il soggiorno ai turisti entro un raggio di 8 chilometri dal Tempio.

Il piano, impantanato nelle lungaggini della burocrazia indiana, non è mai realmente in vigore, almeno fino ad una bella mattina del 2011, quando i bulldozer hanno raso al suolo tutta l’area dell’Hampi Bazaar, centro vitale e culturale del villaggio. I 1500 abitanti, avvisati solo pochi minuti prima, sono stati evacuati in alloggi di fortuna a 20km di distanza, senza nemmeno la possibilità di estrarre gli effetti personali dalle macerie.

La distruzione si è ripetuta nel 2016, quando i bulldozer sono tornati in azione per abbattere un buon numero di lodge e negozi abusivi nella zona di Virupapur Gaddi, al di là del fiume e centro di soggiorno preferito per la maggior parte dei turisti e degli arrampicatori.

Solo alcuni tra i lodge più importanti, tra cui il Goan Corner, sono riusciti a presentare un appello alla Corte Suprema, che, per il momento, ha sospeso l’ordinanza di demolizione, anche se gli stessi proprietari non si fanno illusioni su quello che, purtroppo, potrebbe essere l’esito finale.

Le linee guida dell’Unesco sembra che siano in realtà solo il debole pretesto per impedire alla variopinta e numerosa comunità di turisti di  soggiornare nelle strutture indipendenti sorte a ridosso del villaggio di Hampi e dei suoi monumenti. Sono infatti in corso significativi investimenti immobiliari per intercettare il flusso turistico e dirottarlo verso Anegundi, un villaggio a 10 chilometri di distanza, oppure verso Hospet, altra città a mezz’ora di strada, priva di qualsiasi attrattiva, ma ricca di hotel a 4 stelle.

Gli arrampicatori si arrangeranno, la roccia non manca. Nuovi settori di arrampicata verranno valorizzati a ridosso delle nuove strutture turistiche. Resterà il rimpianto di non poter più scalare in un luogo unico e straordinario. Non potremo più vagare e perderci tra le rovine dell’impero Vijayanagara o magari questo sarà possibile solo acquistando i pacchetti visita-mezza-giornata-all-inclusive-autobus-con-aria-condizionata. Un po’ dispiace, ma forse, in fondo, il mondo che vogliamo è fatto così.

(sotto: Achyutaray Temple Bazaar)

Hampi è stata la capitale meridionale dell’impero Vijayanangara (L’Impero dello Sfarzo), una civiltà che si estese fin verso la metà del XVII secolo sull’altopiano del Deccan. A metà del 1400 la città contava circa mezzo milione di abitanti. La  sua gloria ebbe però una durata relativamente breve, soprattutto a causa delle devastazioni conseguenti al saccheggio musulmano del 1565. Le rovine dei Templi in Granito e delle costruzioni annesse si estendono oggi su un un’area vastissima e sono solo in minima parte fruibili al pubblico.

La zona è stata visitata dagli arrampicatori (Kurt Albert, Johnny Dawes e Jerry Moffat giusto per nominarne alcuni) già a partire dalla fine degli anni ottanta. Ma è stato il successo planetario di “Pilgrimage” del 2003 a farla diventare nota al grande pubblico. Il DVD di Josh Lowell / Big Up Productions aveva per protagonista un giovanissimo Chris Sharma che, accompagnato da Nate Gold e Katie Brown (alzi la mano chi se la ricorda), saliva per la prima volta molti dei blocchi sui quali i climber ancora oggi si spellano le dita.

L’area, nel suo complesso, ha una estensione di oltre 400 kmq ed è impressionante, arrivando da Hospet, il numero di blocchi di granito color giallo ocra che si incontra. Chilometri e chilometri e chilometri di colline e monoliti di granito, fin dove lo sguardo riesce a spingersi. Basta salire in cima ad una altura qualsiasi per godere di un panorama che toglie il fiato: blocchi a perdita d’occhio che si contendono il poco spazio rimasto con le coltivazioni di riso e le piantagioni di banane.

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Esistono fondamentalmente due teorie per spiegare una simile bellezza: la prima chiama in causa la disputa tra due fratelli, Vali e Sugreeva, figli del dio scimmia Hanuman. I principini si odiavano talmente che scatenarono una battaglia colossale, lanciandosi addosso tonnellate di pietre. Ciò che vediamo oggi sono i resti di quella titanica sassaiola. La seconda teoria, meno probabile, dice che Hampi e l’altopiano del Deccan (che occupa la maggior parte dell’India centro-meridionale), siano tra le superfici terrestri esposte da più tempo all’erosione. Decine di milioni di anni di sole, acqua e vento hanno trasformato le colline di roccia granitica nella meraviglia odierna (sarà, ma la storia dei fratelli che si tirano i sassi rimane ancora la mia preferita).

(sotto: coltivazioni di riso, blocchi e palme in Hampi Style)

Hampi è divisa in due dal fiume Tungabhadra. L’arrampicata si è sviluppata inizialmente nella zona attorno al Tempio, ma ben presto gli arrampicatori si sono spostati sull’altro lato del fiume, chiamato Virupapur Gaddi, o, più semplicemente, Hampi Island. L’arrampicata nella zona circostante al Tempio Virupaksha e a ridosso delle rovine archeologiche principali è attualmente proibita.

 

Arrivare a Virupapur Gaddi scendendo dalla barca che fa servizio di traghetto è come entrare in un piccolo paradiso, specialmente se ciò avviene dopo giorni o settimane di viaggio in India. Hampi Island accoglie una variopinta fauna di arrampicatori, praticanti di yoga, santoni e seguaci di medicina ayurvedica. Sull’isola si può soggiornare anche per settimane senza il desiderio di spostarsi, se non per fare le poche centinaia di metri che separano dalla vicina area bloc del Rishimuk Plateau.

Oltre ai numerosi lodge, bar e all’immancabile German Bakery ci sono un paio di negozi di arrampicata (tra cui il Tom & Jerry climbing shop, che organizza anche corsi di arrampicata ed uscite di gruppo), numerose guest house e centri di meditazione yoga. I crash pad si possono affittare per pochi euro al giorno nella maggior parte degli ostelli. Molti arrampicatori si portano i crash pad da casa (soprattutto in caso di lunga permanenza) per poi rivenderli o barattarli con i lodge in cambio dell’ospitalità.

(sotto: testando la pelle sulle tagliole di Surfer’s Traverse, 7C, prima salita Christian Core)

Il Goan Corner è il punto di ritrovo più popolare tra gli arrampicatori, grazie alla sua vicinanza alla zona dei blocchi, alla quiete degli alloggi, al cibo eccezionale e alla simpatia dei proprietari. E’ anche la destinazione ideale se si viaggia da soli, in quanto è facilissimo trovare qualcuno con cui arrampicare o semplicemente aggregarsi ad uno dei gruppi che si formano ogni giorno a seconda delle destinazioni e dei progetti di ognuno.

Alba sul Rishimuk Plateau. Sullo sfondo il Tempio Hindu Mathanga Hill

Una giornata tipica inizia con la sveglia verso le 5.30/6 del mattino, rapida colazione, e arrampicata fin verso le 11. Oltre quell’ora diventa troppo caldo ed è saggio rientrare al lodge per il pranzo + slack line + amaca + chiacchere. Dopo le quattro di pomeriggio si può eventualmente considerare di tornare ad arrampicare, ma solo dopo attenta valutazione: la maggior parte dei blocchi è rimasta ad arrostire al sole per tutto il giorno e la roccia è bollente, non certo ideale per la pelle. Volendo si può aspettare che rinfreschi fin verso il tramonto e scalare ad oltranza con con le frontali.

Come accennato il granito di Hampi è abrasivo. Molto abrasivo. La prima cosa che  viene in mente è il ghiandone della Val Masino. Milioni di anni di esposizione agli agenti atmosferici ha reso i cristalli di quarzo lame affilatissime. Quando arrivate cercate di prendervela con calma, evitando movimenti troppo dinamici e usando regolarmente carta vetrata per rimuovere la pelle danneggiata. Se riuscite a non esagerare troppo all’inizio, il callo si che si formerà rapidamente vi permetterà di scalare a lungo.

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Agli arrampicatori in cerca di performance va detto che Hampi non è esattamente il posto dove cercare l’exploit. In generale il clima è troppo caldo e la roccia troppo aggressiva per poter considerare tentativi a nastro su un blocco. E’ semmai il posto ideale dove  staccare la spina e vivere la propria passione fino in fondo, lontano dall’ansia di prestazione e dalle pressioni alle quali siamo abituati.

(sotto: il boulder perfetto e capolavoro di Chris Sharma: Middle Way 8A. Ora tutti accoppiano sulla tacca ed escono a destra. Chris, a vista e senza ricognizione preventiva sul top, uscì a sinistra sul nulla)

L’arrampicata, pur essendo prevalentemente a tacche, non manca di stili diversi. Molti sono gli spigoli perfettamente geometrici, alcuni dei quali residui delle attività di scavo e di estrazione della pietra, largamente usata per la costruzione dei monumenti.

Non mancano gli svasi ed i movimenti dinamici, specialmente sui blocchi vicino al fiume lisciati dall’acqua. Potete consultare alcune guide disponibili online, tra cui quella di 27crags che, tra quelle gratuite, è forse la più completa.

Con un po’ di tempo e voglia a disposizione consigliamo di allontanarsi dai settori tradizionali. Senza tema di smentita Hampi è l’are boulder più grande del mondo e solo una minimissima parte è stata esplorata. Ci sono migliaia di blocchi ovunque, che aspettano solo di essere saliti per la prima volta. Il clima asciutto non permette la crescita di muschio ed i blocchi sono puliti. Si tratta solo di verificare la solidità delle tacche e poi è possibile divertirsi a ricercare prime salite e sviluppare nuovi settori praticamente ovunque.

(sotto: 90 degree arete 7A)

Quando vado?

Dicembre e Gennaio sono i mesi migliori. Clima secco, pioggia assente ma pur sempre caldo. La temperatura a mezzogiorno può tranquillamente arrivare a trenta gradi. Anche Novembre e Febbraio possono essere presi in considerazione, ma il rischio di non poter arrampicare per il troppo caldo è molto concreto. Il mese più fresco è Maggio, durante la stagione monsonica e quindi con alta probabilità di pioggia.

Si, ok. Ma come ci arrivo?

L’opzione più semplice è quella di volare a Bangalore e da lì proseguire per Hospet-Hampi col treno notturno oppure in macchina. Autobus da evitare. Una macchina a noleggio da Bangalore (con autista incluso, visto che in India è fortemente sconsigliato guidare da soli) vi costerà probabilmente 6000 rupie (80 euro al cambio attuale) e vi scaricherà proprio davanti all’ostello in circa 8 ore (ammesso che sappia la strada. Di solito la sanno ma non fidatevi: è sempre meglio premunirsi con le mappe offline di google). Se arrivate in treno a Hospet, dopo una notte di viaggio, potete proseguire per Hampi in Autobus oppure in Rickshaw fino al parcheggio del Main Temple. A questo punto siete sul lato sbagliato del fiume. Proseguite decisi verso il traghetto (lato destro del tempio) senza dare retta a nessuno della folla di procacciatori, affittacamere e perditempo che vi assaliranno. Una piccola barca a motore fa servizio tutti i giorni dall’alba al tramonto e per dieci rupie vi porterà ad Hampi Island. Se arrivate dopo il tramonto è possibile trovare qualcuno che per 50 o 100 rupie vi faccia attraversare su una Coracle (sono gusci di vimini intrecciato. Fanno impressione, ma ci trasportano i motorini quindi sono ok).

Ma dove alloggio, e soprattutto quanto mi costa?

Il Goan Corner rimane il posto migliore per gli arrampicatori ed ha sistemazioni adatte ad ogni budget. Si va dai 3 euro a notte per l’amaca su tetto fino ai 15 euro a notte per la stanza doppia con bagno. Il cibo è ovunque eccellente e calcolate di spendere al sui 15 euro al giorno per i pasti. Un biglietto aereo fuori stagione per Bangalore si può trovare anche a 400 euro, quindi in totale un mese di India probabilmente vi costerà meno che un mese a Roma o a Milano (se calcolate l’affitto, ovvio).

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Alcuni climber hardcore dormono all’aperto sul Plateau con il sacco a pelo. La zona è generamente sicura, ma non si può mai sapere. A voi la scelta (nel caso).

E se mi ammalo?

A parte fratture e lussazioni per le quale dovrete farvi portare all’ospedale di Hospet (prima di partire prevedete di stipulare una assicurazione medica che copra almeno i rischi essenziali. Quelle specifiche per arrampicata rientrano negli sport pericolosi e costano una fortuna. Fate una assicurazione generica e nel caso evitate di menzionare che siete caduti da sette metri provando Cosmic Crimp) il peggio che vi può capitare è la diarrea del viaggiatore. Fate attenzione a non bere acqua del rubinetto e a non mangiare verdura o latticini crudi. Consultate il vostro medico per una eventuale profilassi antimalarica. In ogni caso Hampi non si trova in una zona endemica di diffusione della malaria.

E se mi serve attrezzatura da arrampicata?

Per permanenze superiori alle due settimane si consiglia di portare un paio di scarpette di ricambio. La roccia è sempre molto calda e tagliente ed è molto facile incidere le suole, sopratutto vicino al bordo. I due piccoli negozi di arrampicata di Hampi Island non sono molto forniti e recuperare un paio di scarpette del vostro numero potrebbe diventare una impresa. Se avete scarpette vecchie o molto consumate portatele. Alla vostra partenza le potrete lasciare in regalo al negozio Tom & Jerry o alla vostra Guesthouse per far arrampicare i principianti. Crash pad in affitto sono disponibili presso quasi tutti gli ostelli a pochi euro al giorno. Se rimanete per un periodo lungo potete anche valutare di portare un Crash Pad dall’Italia per poi barattarlo alla partenza in cambio di uno sconto sulle spese di alloggio.

Ok, ma basta con questa arrampicata, che altro posso fare?

Una visita al Tempio principale di Hampi (ingresso gratuito) ed alle rovine prenderà buona parte di una giornata. Da non mancare la salita al tempio Hindu sulla Mathanga Hill, da dove si gode di uno splendido panorama su tutta l’area

Nella via principale di Hampi Island è possibile affittare motorini ad un costo molto contenuto. Assicuratevi di avere benzina a sufficienza (va acquistata prima, a parte). Mete gettonate sono il bacino idrico di Hampi, una decina di chilometri a nord, dove è possibile fare il bagno e tuffarsi dai blocchi a strapiombo sull’acqua. Se avete un interesse per le opere idrauliche potete proseguire per un’altra ventina di chilometri dalla svolta di Sanapur ed arrivare alla impressionante diga del fiume Tungabhadra.

Altra gita molto consigliabile è quella al tempio di Hanuman per l’imperdibile tramonto. Il tempio si può raggiungere in motorino oppure con una bella passeggiata che parte dal Goan Corner, attraversa tutto il Rishimuk Plateau e sbuca alla base della collina di Anjaneya, in cima alla quale c’è il tempio. Per il ritorno al buio assicuratevi di avere la frontale e di saper ritrovare la strada. Qualcuno è tornato la mattina dopo….

Viaggiare in India

L’India è un paese molto tradizionalista e conservatore. Le donne viaggiatrici dovrebbero essere consapevoli che il loro abbigliamento ed il loro comportamento in pubblico saranno sempre oggetto di molte attenzioni, sia maschili che femminili. Hampi è una cittadina molto turistica e quindi il problema è abbastanza relativo. Non è però insolito vedere gruppi di uomini stazionare nella zona del bacino idrico o anche sul plateau in attesa di vedere qualche costume da bagno o top femminile in più. Se la cosa vi crea imbarazzo abbigliatevi di conseguenza.

La religione Hindu vieta la vendita di alcolici (ed in teoria anche di droghe leggere) più o meno ovunque. Non vi sarà però difficile rimediare una bottiglia di birra Kingfisher di sottobanco al vostro ostello, a patto di tenerla sempre in una busta di carta sotto al tavolo. Evitate di bere o di devastarvi platealmente in pubblico, ove possibile.

Hampi: nel regno del Bloc ultima modifica: 2017-11-29T17:34:11+00:00 da T. Kinkade
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